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Created on…………..: 1997-Sep-15.
Expires on…………..: 2011-Sep-14.
Record last updated on..: 2006-Dec-29 15:38:40.
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Come si può notare dal grassetto il mostro Google ha da pochi giorni compiuto 10 anni: 10 anni in cui ha rivoluzionato internet divenendone il baricentro se non addirittura il “master of puppets”. Con oltre 600 milioni di visite al giorno Google ha tra le mani l’inimmaginabile potere di indirizzare ogni secondo 7000 utenti dove meglio ritiene: preferire una notizia, penalizzarne un’altra, o addirittura non farne venire a galla alcune. Ma come si dice sempre in questi casi, a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità: ed infatti potrebbe¹, ma non sembra essere questo l’atteggiamento dei suoi fondatori Larry Page e Sergey Brin, che 10 anni fa riassumettero il motto del loro progetto in “Dont’t Be Evil”, e a cui sembra ancora prestino fede.
Circa 10 anni fa nasce infatti il loro progetto: ancora 25enni, nel 1996, presentano alla Stanford University, dove studiavano, il progetto per la realizzazione di un nuovo motore di ricerca dal titolo “The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine“ che inizia con queste righe:
In this paper, we present Google, a prototype of a large-scale search engine which makes heavy use of the structure present in hypertext. Google is designed to crawl and index the Web efficiently and produce much more satisfying search results than existing systems. The prototype with a full text and hyperlink database of at least 24 million pages is available at http://google.stanford.edu/
In questo documento, noi presentiamo Google, un prototipo di un motore di ricerca a larga scala che fa un massiccio uso della struttura presente nell’ipertesto. Google è disegnato per strisciare e indicizzare il Web efficientemente e produrre risultati delle ricerche molto più soddisfacenti dei sistemi esistenti. Il prototipo con un testo completo e un database di link di almeno 24 milioni di pagine è disponibile a http://google.stanford.edu/
(Traduzione mia, l’originale è ancora disponibile al link)
Alla base del progetto c’è l’idea di un rivoluzionario algoritmo di indicizzazione basato sull’allora nuovo concetto di PageRank: l’importanza di una pagina è data dai link che questa riceve dalle altre pagine, e dal pagerank stesso delle pagine che la linkano. Ambiziosi, senza false modestie e, perché no, gasati, il 15 settembre 1997 registrano il dominio Google.com e da lì ad oggi sarà una continua scalata al successo.
Nel 1998 ottengono il finanziamento di 1 milione di dollari da parte di persone lungimiranti e fortunate a scommettere su due ragazzi che in 10 anni trasformeranno quel milione in 164 miliardi di dollari: 164 mila volte il capitale iniziale. Nulla è mai cresciuto così tanto: in borsa Google vale oggi ben più di Ford e General Motors messe insieme, ed anche se l’impero Microsoft è ancora lontano, Google è sul trono di internet, ne è il cuore.
Sa che gestire il flusso digitale e di informazioni che permea la casa del futuro è il futuro stesso, perché sa che il futuro stesso è nell’informazione, sempre di più, e chi ne avrà abbastanza tra le mani avrà anche il potere di condurre i giochi e dettare qualche regola.
Ed ecco affiorare tantissimi nuovi Google-servizi: le mappe geografiche, le immagini satellitari, la posta elettronica gratuita, il video streaming tramite YouTube (che Google ha divorato lo scorso anno per 1 miliardo e 600 milioni), le statistiche gratuite gestiste da Google per ogni sito che ne fa richiesta..
Google sa: e si assicura quindi una fetta di dati degli utenti della rete che è qualcosa di sconvolgente.
Come fa ad essere sempre pioniera, e sempre ricca di nuove idee? Semplice: tutti gli oltre 13 mila dipendenti dell’azienda devono, per contratto, dedicare il 20% del loro tempo a partorire nuove idee. Tanto. Come tanti sono gli oltre 500 mila server che Google usa per scandagliare il Web e tenere immagazzinati 200 PetaBytes di dati. Se non siete dell’ambiente probabilmente è la prima volta che sentite questa unità di misura: equivalgono a 200 milioni di GigaBytes.
E al Google-style si stanno adeguando molti motori di ricerca. Per fare un esempio basta guardare AltaVista com’era nel 2001 e com’è oggi.
Cosa le resta? Andare nello spazio! Google ha infatti offerto 30 milioni di dollari al primo privato che manderà un robot sulla luna che invierà immagini del nostro satellite a terra.. hanno forse in progetto Google Moon?
Qualunque sia la risposta mi auguro che continuino a lavorare come hanno fatto finora, trasformando grandi idee in un qualcosa di semplice e accessibile a tutti.
Non resta ora che aspettarci da Google la risposta definitiva al grande quesito.
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Fonti:
Repubblica.it
Blogoscoped
CIO.com
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¹O forse lo sta già facendo? vedi in Cina?


Mercoledì, 26 Settembre, 2007 alle 3:45 pm |
W Denzel!!!
Mercoledì, 26 Settembre, 2007 alle 4:47 pm |
[...] da Google stessa: mossa fin troppo scontata, visti i tentacoli sempre più lunghi dell’impero Google.Resta comunque molto appetitosa l’offerta di Blyk: “Our free offer is 217 texts and 43 [...]
Mercoledì, 26 Settembre, 2007 alle 5:16 pm |
denzel e tu su cosa farai la tua tesi di laurea… su bbbubbbbool???